Dobbiamo sostenere il gioco d’azzardo italiano

Bisognerà fermarsi a riflettere con coscienza sul gioco, su quello che provoca, sulle sensazioni che trasmette ai giocatori: è un dato di fatto che alcuni consumatori cercano l’adrenalina per trascorrere del tempo libero come per esempio gli sportivi che vanno in macchina a 300 all’ora per sentirsi bene oppure fanno parapendio, oppure fanno con gli sci evoluzioni che a volte mettono a repentaglio la vita. Dovremmo ripartire da questo, da queste sensazioni, per comprendere che anche il gioco “provoca” tutto questo, scatena adrenalina a mille quando si partecipa ad un videogioco che coinvolge e stimola tutti i sensi. Come mai nascono tante slot machine con storie avvincenti e come mai hanno tanto successo? La motivazione è sempre quella: si ha bisogno di “scaricare” il circuito nervoso con “emozioni” ed il gioco è una parte essenziale per arrivare a questo.

Il settore del gioco non può sparire, stanno persino ricomparendo i Cinebox, padre dei videoclip, che hanno fatto la loro comparsa in una sala VLT di Piacenza. Hanno coinvolto astanti e stampa suscitando non poca curiosità convogliando la gente comune ad una visione più che positiva dell’intrattenimento, proprio come dovrebbe essere. Non è l’unico segnale, il ritorno che sta vivendo il flipper, grazie anche all’attività sportiva, sta riportando i ragazzi nelle sale giochi ed è il più antico dei giochi a moneta ed è’ la prova che si può salvare ancora tutto il settore e cambiare rotta ripartendo dalle origini per costruire un futuro per il mondo del gioco assolutamente sostenibile.

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